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PIANA Mario Par GE sampierdarena 1945 GE 43 Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Fra i primi ad iniziare la lotta contro il nazi-fascismo divenne subito campione della causa della libertà. Quale staffetta del Comando di una valorosa Brigata garibaldina, ponendo in gioco la propria vita, riusciva varie volte a salvare interi reparti partigiani da critiche situazioni. Intrepido animatore di rischiose azioni di pattuglia e autore di temerari atti di valore personale, sorpreso da una pattuglia di nazi-fascisti mentre si recava in pietosa missione a cercare un medico per un compagno gravemente ferito, reagiva ad ogni intimazione ed abbatteva due nemici. Ferito e stremato di forze dopo alterna vicenda della mischia da lui solo sostenuta, cadeva al suolo e riceveva il colpo di grazia dal suo sicario. Ancor vivo veniva raccolto dai compagni arrivati in soccorso. Nuovamente catturato dal nemico che sempre lo ricercava era sotto posto a disumana tortura e condannato a morte per fucilazione che affrontò con la serenità dei forti. Miracolosamente si salvava evitando con estremo coraggioso stratagemma, la scarica del plotone nemico. Coperto dal mucchio dei cadaveri sanguinanti, che quasi in sublime fraterno amplesso celarono il suo corpo risparmiandogli il colpo di grazia che il comandante tedesco era già pronto ad infliggergli, ancora una volta evitava la morte. Straziato nelle membra ma con l'animo indomito, trovava la forza di raggiungere il proprio reparto e di farsi ricoverare in un ospedale ove chiedeva ai medici di tenerlo in vita fino al giorno della vittoria che era per sorgere radiosa all'orizzonte arrossato del sangue di tanti eroi. Fra inaudite sofferenze la morte lo accolse e le sue ultime parole furono di incitamento ai compagni di lotta e di amore per la Patria per cui offriva la vita. Sestri Levante S. Stefano in Val d'Aveto, settembre 1943 - 14 aprile 1945.
PIERAGOSTINI Raffaele Par GE sampierdarena 7- 11- 1969 GE48 Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Patriota di purissima fede, si dedicava fin dall'inizio all'attività partigiana diventando uno dei principali comandanti e organizzatore delle più agguerrite unità della sua zona e sostenendo alla loro testa asperrimi combattimenti che procuravano al nemico ingentissime perdite. Nel corso di un violento rastrellamento nemico riusciva, grazie alla sua intelligente capacità operativa, ad organizzare una brillante resistenza ed il successivo sganciamento riordinando con energia ed abilità le formazioni sbandate. Ricercato attivamente veniva infine catturato e sottoposto ad atroci torture per varie settimane perché rivelasse le importanti informazioni in suo possesso. Il suo nobile animo resistette con stoicismo al dolore nulla rivelando sulle formazioni partigiane e sui commilitoni e trovando la forza di confortare i compagni di prigionia e di infondere loro la fede nei destini della Patria. Portato quale ostaggio dal nemico in ripiegamento e gravemente debilitato dalle gravissime sevizie subite, trovava la morte durante un bombardamento. Si spegneva così un nobile animo di patriota e di combattente. - Bornasco (Pavia), 24 aprile 1945.
TORRE Giovanni Battista Par GE sestri 29- 4- 1950 GE 47 Furiere M.M. partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Dopo l'armistizio, per quanto in menomate condizioni di salute, entrava entusiasticamente a far parte del movimento di liberazione e si distingueva ripetutamente, nel corso di difficili e pericolose missioni, per decisione e coraggio. Ferito nella esecuzione di un colpo di mano, imponeva ai compagni di porsi in salvo e permetteva loro di farlo con l'attirare su di sé l'attenzione degli inseguitori. Caduto nelle mani del nemico, veniva, per un mese, sottoposto a crudeli sevizie e manteneva sino alla fucilazione fiero ed esemplare contegno, nulla rivelando sull'organizzazione partigiana. Forte S. Giuliano (Genova).
BOEDDU Mario Par GE sestri p 1944 GE 37 Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Capace, instancabile organizzatore ed animatore di purissima fede, fu fra i primissimi ad iniziare la lotta contro i nemici della Patria. Braccato dalle polizie nazifasciste, raggiungeva le formazioni della montagna ove fece rifulgere le sue doti di grande combattente e valoroso capo. Sempre presente ove maggiore era il pericolo, nell' agosto 1944, lottando strenuamente per tre giorni e per il mantenimento di una posizione chiave, contribuiva a ritardare l'avanzata dell'avversario e dava la possibilità ai propri comandi di ripiegare su posizioni prestabilite. Durante un'audace azione contro una colonna alpina in marcia,, nel generoso tentativo di portare in salvo un compagno ferito, cadeva a sua volta mortalmente colpito e, in un supremo abbraccio col morente, offriva la sua vita alla Patria. Fulgido esempio di indomito valore e di sublime altruismo. Genova, ottobre 1943; Val Trebbia, ottobre 1944
LANFRANCONI Luigi Par GE voltri 7- 11- 1969 GE 48 Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Giovane di purissima fede, all'armistizio era tra i primi ad entrare nelle file partigiane ed a portarvi l'entusiasmo dei suoi ideali. In più mesi di durissima lotta, si batteva audacemente in pianura e in montagna, organizzando reparti e rifornendoli di armi, di viveri e di denaro. Braccato dal nemico che aveva fiutato in lui uno dei più importanti capi della Resistenza regionale, veniva infine catturato. La sua indomabile energia lo spinse ad un audace tentativo di fuga. Raggiunto dal nemico, respingeva le intimazioni di resa. Colpito a morte, offriva la sua esistenza alla causa della libertà. Fulgido esempio di grande animo di combattente e di patriota. Genova - Sempierdarena, 20 febbraio 1945.
SALVAREZZA Giuseppe Part GE busalla 1944 GE 41 Alpino Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Giovane ventenne, comandante di una brigata partigiana, di eccezionale ardimento, di fronte ad un improvviso attacco da parte di preponderanti forze nazifasciste lanciava la sua formazione in un audace contrattacco che salvava le sorti della giornata trasformando la situazione, inizialmente sfavorevole alle nostre armi, in rotta disordinata del nemico. Ferito mortalmente alla fronte e al cuore incitava i suoi uomini a proseguire nell'impeto della lotta ed esalava lo spirito indomito per assurgere nel cielo degli Eroi, unanimemente pianto dalle popolazioni che videro il suo estremo sacrificio. Monte Bossola d'Alessandria, 15 dicembre 1944.
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