RISORGIMENTALI E INDIPENDENZA E CINA

CANZIO Stefano Austria ? GE 6- 12- 1866 10 GE
Maggiore Esercito Aiutante di campo del generale
motivo del conferimento
Nel momento in cui i nostri sopraffatti dal numero dei nemici , piegarono in ritirata, egli raccogliendo intorno a sé parecchi ufficiali, diresse l'azione, animò con l'esempio ed ordinato da ultimo l'attacco alla baionetta contribuì specialmente all'esito fortunato della giornata

OLIVIERI Giuseppe Austria GE rossiglione I. 6- 12- 1866 10 GE
Capitano Artiglieria Comandante della 9a batteria del 5° reggimento da campagna, 3a brigata d' artiglieria
motivo del conferimento
Per l'ammirabile slancio, sangue freddo ed intelligenza con cui seppe arrestare la marcia del nemico ed eseguire con vivissimo fuoco la ritirata, consumando tutta la mitraglia, dopo aver perduto un terzo dei serventi e dei cavalli dei pezzi.Bezzecca, 21 luglio 1866

OLIVIERI Angelo Cina GE 3- 3- 1901 11 GE
Sottotenente di Vascello M.M. Imbarcato sulla Torpediniera Elba
motivo del conferimento
Per avvedutezza, coraggio, sangue freddo dimostrati durante la difesa delle missioni cristiane al Petang (Pechino). Alla testa dei suoi marinai costrinse a sloggiare due cannoni nemici che tiravano contro le improvvisate difese, salvando la parte nord del Petang (24 giugno 1900). Rimase inoltre sepolto per circa 40 minuti sotto le macerie prodotte dallo scoppio di una mina che cagionò la morte di cinque marinai italiani e più di cento cristiani ricoverati nella missione.Petang, 12 agosto 1900

GUERRE D'AFRICA

LIRI Alberto AOI GE 1936 22
Sottotenente di cpl. II battaglione indigeni
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Comandante di plotone esploratori di un battaglione indigeni, assolse il suo compito, dando costante prova di ardimento e di alto senso del dovere. Ferito da arma da fuoco, mentre affrontava decisamente l avversario, non desisteva dalla lotta. Preso ancora di mira dal tiro nemico, mentre alla testa di pochi animosi si spingeva in zona insidiata, cadde ferito a morte trovando la forza di dire, prima di chiudere la giovane esistenza, che era soddisfatto del dovere compiuto e fiero di sacrificarsi all'immortalità della Patria. Già distintosi per valoroso contegno in precedenti combattimenti. Debra Sina-Guaà, 27 settembre - 11 ottobre 1936; Boccan, 26 ottobre 1936

GIANELLI Angelo AOI GE Chiavari 1936 22
Sottotenente di cpl. IV battaglione arabo - somalo
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
In aspro combattimento contro preponderanti forze ribelli, alla testa di un plotone, del quale aveva assunto volontariamente il comando, si distinse per ardimento, decisione e sprezzo del pericolo. Ricevuto l'ordine di ripiegare, benché due volte ferito, non lasciava il reparto, infliggendo, all'incalzante avversario sanguinose perdite. Colpito ancora una volta, persisteva nella lotta, con stoica fermezza, facendosi trascinare di sbalzo in sbalzo a braccia dai propri uomini, che animava e rincuorava con parole incitatrici. Spirava il mattino seguente per l'abbondante perdita di sangue, con la serenità dei forti. Fulgido esempio di virtù guerriere. Collubi, 20 agosto 1936.

GUERRA DI SPAGNA

CROVETTO Giuseppe Spagna GE 1938 25
Sottotenente di cpl. 1° reggimento volontari, Divisione « Littorio»
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Comandante di plotone fucilieri, delineatosi, improvviso e violento, un attacco dei nemico, che in numero rilevante tentava l'aggi ramento di una ala del battaglione, con prontezza e perizia alla testa del suo reparto, accorreva nel punto minacciato, impegnandosi in furiosa e cruenta lotta. Ferito una prima volta alle gambe, restava sul posto, incitando con l'esempio i suoi uomini a contenere l'avversario. Visto che il nemico era riuscito ad infiitrarsi in altro punto, incurante delle sue ferite si lanciava contro di esso alla testa dei superstiti del suo plotone, riuscendo con lancio di bombe a mano e contrassaltando alla baionetta a tamponare le falle ed a respingere l'avversario. Colpito una seconda volta mortalmente, quando già il successo era stato ottenuto, trovò le forze di lanciare le sue ultime bombe a mano e di scaricare la sua pistola contro il nemico in fuga. L'ultimo suo sorriso fu per la vittoria riportata, le sue ultime parole furono per il Re, per il Duce, per l'Italia. Km. 18 strada di Torrevelilla, 20 marzo 1938.

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