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BERTELLI Zeffirino Seconda GE 1941 31 GE Sottotenente di cpl. ( Artiglieria , 132° reggimento artiglieria ) ALLA MEMORIA motivo del conferimento Comandante di una sezione mitraglieri da 20 mm. assegnata ad una colonna avanzata, durante una lunga marcia in zona desertica, contrastata da violenti attacchi aerei nemici, si prodigava impavido a rintuzzare l'offesa avversaria con tiri efficaci e tempestivi. Nel corso di una successiva azione, in linea con i fanti, attaccato nottetempo da una formazione di carri armati appoggiati da violento tiro di artiglieria mentre truppe appiedate aggiravano la sua posizione e si lanciavano all'assalto, dominava la critica situazione con energia e ardimento. Benché ferito, si sostituiva ad un puntatore caduto, eseguendo personalmente tiro nutrito ed ininterrotto, finché sopraffatto dall'avversario incalzante, e più volte colpito da arma bianca, si abbatteva sulla arma, presso la quale giacevano i suoi propri artiglieri feriti e barbaramente trucidati dal nemico. Prima di spirare trovava ancora la forza di pronunciare parole di sdegno contro il brutale avversario che vigliaccamente infieriva contro i caduti. Fulgido esempio di alto valore, di abnegazione e di sprezzo del pericolo. Ras el Medamur (Cirenaica), 3 maggio 1941.
COCO Francesco Seconda GE 1941 31 GE Tenente in s.p.e. ( Fanteria , 28° reggimento fanteria ) ALLA MEMORIA motivo del conferimento Comandante di compagnia fucilieri, in un lungo e travagliato periodo di prima linea, dava costante prova di indomita fede, di sereno sprezzo del pericolo e di alto sentimento dei dovere. Nell'attacco ad un caposaldo, in un momento reso critico dall'aspra reazione avversaria, si portava alla testa del reparto e, con l'esempio, lo guidava verso la mèta suscitando tra i fanti una gara di eroica emulazione. Ferito, continuava ad avanzare; colpito una seconda volta non si arrestava. Presso a raggiungere l'obiettivo, rimaneva ferito una terza volta; sanguinante, in un supremo sforzo di volontà riusciva, con un pugno di uomini, ad occupare la contesa posizione. Nell'istante in cui poneva piede nella trincea nemica, inneggiando all'Italia ed al reggimento, una granata lo colpiva in pieno petto e ne consacrava con la gloria il superbo eroismo. Tobruk (A.S.), 25 luglio -30 novembre 1941.
CUNEO Gildo Seconda GE 1941 31 GE Tenente di cpl. ( Fanteria , 39° reggimento fanteria ) ALLA MEMORIA motivo del conferimento Comandante di compagnia fucilieri costituita a caposaldo, sotto l'incalzare di eventi sfavorevoli, in tre giornate di dura lotta, attaccato da forze soverchianti, ne stroncava ripetutamente l'impeto infliggendo all'avversario sensibili perdite. Al quarto giorno, sconvolte quasi tutte le postazioni delle armi automatiche ed anticarro, caduti quasi tutti i suoi uomini, ferito e circondato, insieme con gli ultimi superstiti, rifiutava sdegnosamente di arrendersi e si difendeva strenuamente con lancio di bombe a mano, finché sopraffatto e trafitto da numerosi colpi di baionetta, consacrava il suo eroismo col supremo sacrificio della vita. Carmuset Belaodeach - Tobruk (A.S.), 21 -25 novembre 1941
MENEGHINI Achille Seconda GE 1941 33 GE Colonnello di S.M. ( Stato Maggiore , Capo di S.M. del XXIII Corpo d'Armata ) ALLA MEMORIA motivo del conferimento Capo di Stato Maggiore di un Corpo d'Armata impegnato in sanguinoso ciclo operativo in zone desertiche, contro preponderanti agguerrite forze corazzate ed autotrasportate, sostenute da poderose artiglierie ed imponenti incontrastate azioni aeree, manteneva continui contatti diretti con le unità più duramente impegnate e con le stesse divideva i maggiori rischi per orientare personalmente i comandi sulle direttive del suo comandante. Determinatasi situazione precaria, culminante nell'assedio di una piazzaforte, si prodigava per alimentare la reazione. Nella crisi, non esitava a dirigere personalmente contrattacchi contro unità corazzate. Ridotto all'estrema difesa del suo comando accerchiato, costituiva un reparto di formazione e lo guidava con indomito ardore combattivo ad audaci contrassalti. Ferito, non desisteva dall'azione, sostituendosi a mitraglieri caduti e protraeva la cruenta impari azione con stoica fermezza in epica lotta a corpo a corpo fino a che cadeva colpito mortalmente. Nobile esempio di preclari virtù militari. Africa Settentrionale, luglio 1940 - gennaio 1941.
BIGNAMI Giuseppe Seconda GE 2- 2- 1943 36 GE Tenente G.N. Genio Navale Ufficiale addetto allo scafo sull'incrociatore Treno
motivo del conferimento Ufficiale addetto al servizio scafo su incrociatore, immobilizzato per offesa di aerosiluranti nemici, accorreva prontamente con audacia ed elevato spirito di abnegazione in ogni locale rimasto avariato dal siluramento e si prodigava instancabilmente per assicurare i provvedimenti di emergenza. Consapevole del grave pericolo, al quale andava incontro, non esitava a recarsi ovunque potesse rendersi utile la sua opera e, oltre che dirigere, cooperava personalmente con altissimo senso di responsabilità ai lavori di puntellamento delle paratie e di spegnimento degli incendi, trascinando con la parola e con l'ardito esempio i suoi dipendenti. Nell'assolvimento del suo compito apportava con volontà inflessibile il massimo contributo, fino al limite di ogni possibilità umana, incurante della lunga permanenza in ambienti surriscaldati e con l'aria sempre più irrespirabile, riuscendo a raggiungere il suo obiettivo ed a ripristinare parzialmente l'efficienza della nave. Non pago del successo riportato, si attardava ancora nell'accertamento dell'efficacia delle misure attuate e, recatosi presso un deposito munizioni per assicurarsi del buon andamento dei lavori di esaurimento dell'acqua di in filtrazione, veniva colto dall'esplosione del deposito, in seguito a nuovo siluramento nemico e scompariva con l'unità che rapidamente affondava. Superbo esempio di assoluta dedizione al dovere e di elette virtù militari e professionali, confermava le tradizioni di sacrificio del Corpo del genio navale. -- Mediterraneo Orientale, 14-15 giugno 1942.
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