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MODUGNO Giorgio Seconda GE 20- 11- 1941 35 GE Capitano G.N. Genio Navale Imbarcato sul cacciatorpediniere Alfiere ALLA MEMORIA motivo del conferimento Imbarcato in qualità di capo servizio del genio navale su squadriglia cacciatorpediniere durante uno scontro navale contro forze soverchianti che infliggevano duri colpi alla sua unità, con ammirevole serenità dirigeva tutte le operazioni per fronteggiare i danni provocati dal tiro nemico, eseguendo prontamente e personalmente, in sostituzione dei propri dipendenti uccisi e feriti, importanti manovre atte a mantenere fino all'ultimo l'integrità combattiva della nave, malgrado gli incendi, gli scoppi delle riservette delle munizioni ed il dilagare del vapore. Dopo l'affondamento del cacciatorpediniere, raggiungeva a nuoto una zattera ricolma di naufraghi e, pur essendo ferito e stremato di forze, rinunciava a prendervi posto e si prodigava con la parola e con l'esempio per disciplinare l'assistenza ai feriti più gravi ed ai, più deboli. In questo nobile intento impegnava con eroico spirito di sacrificio e incomparabile fermezza d'animo tutte le sue residue forze finché, esausto per le ferite riportate e per il lungo sforzo, scompariva fra i flutti, coronando degnamente la sua carriera di ufficiale colto, valente, appassionato, tutto dedicato al bene del servizio ed al ferreo compimento del dovere. Mediterraneo Orientale, 28 marzo 1941
ROSASCO Cesare Seconda GE 28- 5- 1943 36 GE Capitano L.C. M.M. Al comando del Piroscafo Ezilda Croce motivo del conferimento Comandante di un piccolo piroscafo, attaccato da sommergibile immerso, evitati con la manovra due siluri, con pronta ed accorta decisione immediatamente predisponeva per il combattimento la propria nave, armata con cannone di piccolissimo calibro, cosicché, appena il sommergibile molto più potentemente armato emergeva, il piroscafo apriva il fuoco a breve distanza. Colpita la sua nave da numerose cannonate, sotto incessanti raffiche di mitragliera, caduti ai suoi piedi il timoniere e la vedetta, rimasto solo sul ponte di comando, non potendo governare dalla plancia, per sopravvenuta avaria alla trasmissione, benché gravemente ferito ad una gamba, scendeva nel locale sottostante e manovrava direttamente la macchina del timone. Saldo nel proposito di salvare, oltre l'equipaggio anche la nave, rinunciava a portarla in costa. Con alta e ferma parola e con il proprio eroico contegno, incitava l'equipaggio militare e civile a continuare a distanza serrata l'impari combattimento fino a quando il sommergibile, a causa dei ripetuti colpi ricevuti, non desistette dalla lotta. Stremato di forze, ma sorretto da ferrea volontà, portava in salvamento la sua nave crivellata dai colpi, con i suoi morti, con i suoi feriti: fulgido esempio delle più elette virtù marinare e guerriere. -- Mediterraneo Occidentale, 23 aprile 1943.
BOSIO Carlo Seconda GE 31- 5- 1946 44 GE Sottotenente di Vascello M.M. Imbarcato sul MAS 451 ALLA MEMORIA motivo del conferimento Volontario nei mezzi d'assalto della R. Marina partecipava a rischiose azioni di forzamento di una delle più potenti basi navali avversarie, in qualità di capo formazione di barchini esplosivi. Scoperto e fatto segno a violentissima reazione da terra, dal mare e dal cielo, incurante della sua salvezza, insisteva nella generosa azione portandosi all'attacco di unità avversaria. Immobilizzata l'imbarcazione dal fuoco avversario, benchè gravemente ferito, in un supremo slancio di sublime, cosciente eroismo, provocava la distruzione del suo mezzo per non farlo cadere nelle mani del nemico, scomparendo egli stesso nell'esplosione. Esempio di elevate virtù militari e dedizione alla Patria oltre il dovere. --- Acque di Malta, notte sul 26 luglio 1941.
MAJORANA Giuseppe Seconda GE 5- 3- 1942 36 GE Sottotenente di Vascello (O.) di cpl. M.M. Squadriglia di idrovolanti ALLA MEMORIA motivo del conferimento Abile e valoroso osservatore a bordo di un idro da R.M., dopo aver avvistata una formazione navale e averne trasmesso i dati relativi al moto, mentre, d'accordo col primo pilota, dirigeva per eventuale opera di soccorso verso un apparecchio silurante che precipitava in mare, veniva attaccato da sei caccia di cui due venivano abbattuti ed uno probabilmente. Dopo l'ammaraggio avvenuto con l'apparecchio in fiamme, nonostante fosse già ferito, si prodigava, malgrado l'abbondante perdita di sangue per approntare il battello di salvataggio. Raggiunto da altri proiettili, ferito mortalmente alla bocca, impossibilitato ad articolare parola e conscio della propria imminente fine, determinava stoicamente la posizione del battellino e con cenni indicava la rotta migliore da seguire per raggiungere la terra, onde i camerati potessero trarne possibilità di salvezza. Prossimo all'agonia, cosciente del suo stato, con sovrumana energia, indicava ancora ai compagni il lontano profilo della costa, quindi serenamente e gloriosamente decedeva.Cielo del Mediterraneo, luglio -27 settembre 1941
GARBIERI Carlo Seconda GE nervi 1941 32 GE Maggiore di cpl. ( Fanteria , LXVII battaglione coloniale ) ALLA MEMORIA motivo del conferimento Assunto a sua domanda il comando di un battaglione coloniale dislocato in un caposaldo nel quale ben sapeva di dovere affrontare prove supreme, infondeva nei propri dipendenti una vera fiamma di ardore guerriero, stimolandoli con l'esempio del personale eroismo ad imprese di epico valore. Arrestava con tenace azione difensiva l'aggressività avversaria, passava ad audace contrattacco realizzando tangibile successo e catturando ingente materiale bellico. Nuovamente pressato da preponderanti forze sostenute da mezzi corazzati ed imponenti azioni aree, si batteva strenuamente e con abile, temeraria manovra riconquistava posizioni perdute riuscendo, dopo lotta sanguinosa, a ristabilire la situazione. Delineatasi in seguito crisi insostenibile, s'impegnava in cinque successivi contrattacchi, culminati in cruenti corpo a corpo, pur di ritardare la caduta del caposaldo. Compreso che solo un estremo gesto poteva indurre i superstiti ad uno sforzo supremo, sprezzante della vita, si gettava nella mischia. Colpito mortalmente cadeva incitando a lotta estrema, che riportava i suoi valorosi a riaffermarsi nuovamente tra le rovine del caposaldo ed a prolungare in tal modo, la resistenza di altre unità duramente impegnate. Mutilato della prima guerra mondiale, riconfermava, col sacrificio estremo, le sue preclari virtù guerriere. Africa Orientale, ottobre - novembre 1941.
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