SECONDA GUERRA 1940-1943

DEL CURTO Ugo Seconda SO piuro 1941 32
Tenente di cpl. ( Fanteria , 78° reggimento fanteria, osservatore dall'aeroplano )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Osservatore esperto, sereno, audacissimo, già due volte abbattuto dalla caccia avversaria, durante una missione su munitissima base nemica, attaccato ancora da tre velivoli, mentre con parole nobilissime incuorava e incitava i compagni di volo nell'impari combattimento, lottando con disperata tenacia e con valore incomparabile, sosteneva per lungo tempo l'offesa avversaria, finché, colpito a morte, si abbatteva esanime sull'arma ancora impugnata. Cielo della Cirenaica, gennaio - aprile 1941.

BIANCHI Emilio seconda SO sondalo  31- 8- 1944 42
Capo Palombaro di 3a Classe M.M. Centro subacqueo del Varignano
motivo del conferimento
Eroico combattente, fedele collaboratore del suo ufficiale dopo averne condivisi i rischi di un tenace, pericoloso addestramento lo seguiva nelle più ardite imprese e, animato dalla stessa ardente volontà di successo, partecipava con lui ad una spedizione di mezzi d'assalto subacquei che forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un'azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica si armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l'abnegazione degli uomini. Dopo aver avanzato per più miglia sotto acqua e superato difficoltà ed ostacoli di ogni genere, valido e fedele aiuto dell'ufficiale le cui forze erano esauste, veniva catturato e tratto sulla nave già inesorabilmente condannata per l'audace operazione compiuta. Noncurante della propria salvezza si rifiutava di dare ogni indicazione sul pericolo imminente, deciso a non compromettere l'esito della dura missione. Col suo eroico comportamento acquistava diritto all'ammirata riconoscenza della Patria e al rispetto dell'avversario. Alessandria, 18-19 dicembre 1941.

PEREGO GIUSEPPE di Pietro, nato a Sondrio il 27/09/1920 - Tenente della 46a compagnia alpini
(MANCA NEL SITO DEL QUIRINALE IL LUOGO DI NASCITA)
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Comandante di plotone di compagnia alpina, in cinque mesi di permanenza in linea sul fronte russo, si prodigava incessantemente con l'esempio in fondendo nei gregari coraggio e spirito di aggressività. Nei vari combattimenti sostenuti sul medio Don, rifulse per eroismo al comando di ardite pattuglie in esplorazione oltre le linee. Dopo aver partecipato con eroico spirito di sacrificio a ben nove combattimenti durante l'epico ripiegamento sulla steppa russa, pur menomato fisicamente di grave congelamento e durissime fatiche, prendeva parte volontariamente all'azione di Arnautowo, si lanciava con ardore leonino al contrassalto di preponderanti forze nemiche, alla testa dei suoi alpini e riusciva a sventare una minaccia avversaria con arditi lanci di bombe a mano. Con rinnovato ardore, animando i propri alpini con la parola e con l'esempio, incurante del fuoco avversario, intenso e micidiale, si portava sul fianco destro nemico per impedire l'accerchiamento della colonna ed impegnava nuovamente lo avversario costringendolo a ripiegare. Nel proseguimento dell'azione, colpito all'addome da una raffica di mitragliatrice, rifiutava di farsi trasportare al posto di medicazione e con sforzo supremo, conscio dell'imminente fine, animava i suoi alpini con i gesti e la parola a proseguire nell'azione vittoriosa, chiudendo la sua giovane ed eroica esistenza tutta dedicata alla Patria, al grido di « Viva l'Italia, Viva gli Alpini! ». Esempio di purissimo eroismo, di abnegazione insuperabile e di assoluta dedizione alla Patria. -- Medio Don - Belogory - Arnautowo - Nikitowka (Fronte russo), 1 settembre 1942-26 gennaio 1943.

SONCELLI GIOVANNI di Aldo, nato a Torre di S. Maria (Sondrio) il 18/03/1915 - Sottotenente della 49a compagnia alpini -
(MANCA NEL SITO DEL QUIRINALE IL LUOGO DI NASCITA)
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Volontario universitario comandante di un plotone alpino sul fronte russo compiva, al comando di pattuglia, le più rischiose esplorazioni notturne affrontando più volte reparti nemici e catturando armi e prigionieri. Durante un aspro combattimento accorreva prontamente col suo plotone di rincalzo e con manovra abilissima e di sorpresa attaccava il fianco destro del nemico sgominandolo e costringendolo a ripiegare con numerose perdite di uomini e materiale. In successiva violenta azione, caduti il suo comandante e quasi tutti gli ufficiali della compagnia, assumeva il comando dei valorosi superstiti e si lanciava con estrema veemenza e indomito coraggio al contrassalto benché gravemente congelato ai piedi. Alla testa dei suoi prodi, nell'impeto dell'audace inseguimento trovava eroica morte. Esempio luminoso di cosciente eroismo che onora il suo nome, il Corpo, l'Esercito e la Patria. -- Medio Don, Belogory, Arnautowo (Fronte russo), 9 settembre 1942-26 gennaio 1943.

INDIETRO