SECONDA GUERRA 1940-1943

CACCIATORI Werther
Seconda 2 MS carrara 18- 10- 1947 45 MS
Capitano Artiglieria Al comando della 127^ Batteria c.a. da 90/53
motivo del conferimento
Comandante di batteria contraerea in base navale d'oltremare contrastava la violenta continua offensiva aerea con indomita reazione delle proprie armi. Esaurite le munizioni dei cannoni, organizzava la batteria a caposaldo e si opponeva ai reparti d'assalto, sbarcati dall'avversario sull'isola assediata, con le armi leggere rimaste gli. Con ripetute azioni condotte di sua iniziativa e guidate di persona attaccava ripetutamente il nemico avanzante per trattenerlo nel tentativo di aggirare il vicino comando tattico dei reparti britannici e dava continue prove di eccezionale sprezzo del pericolo e di elevate virtù militari. Divenuta ormai disperata la situazione, contrattaccava un'ultima volta alla testa di esiguo gruppo di marinai e con la perdita di un braccio offriva alla Patria il suo tributo dì sangue. Combattente esemplare e temerario, destava profonda ammirazione in quanti furono testimoni del suo valore. Lero, 16 novembre 1943.

GIORGI Luigi Seconda 2 MS carrara 1945 43 MS
Capitano di cpl. di Fanteria , 21° reggimento fanteria "Cremona"
motivo del conferimento
Comandante di compagnia all'attacco di un forte caposaldo nemico difeso da reticolati e campi minati, seguito da due soli fanti, volontariamente offertisi, si portava in pieno giorno a breve distanza dalla posizione avversaria. Lasciati indietro i due fanti, dopo avere guadato un braccio d'acqua, irrompeva sul caposaldo ancora battuto dalla nostra artiglieria e, con lancio di bombe a mano, seminava il panico fra i difensori, che si arrendevano in numero di 19. Raggiunto da un suo plotone completava l'occupazione del caposaldo e, sotto l'infuriare del rabbioso e micidiale fuoco di repressione, incurante della propria vita, allo scoperto, estraeva dalle macerie di una postazione colpita due suoi fanti rimasti sepolti, sottraendoli a sicura morte. La notte seguente, venuto a conoscenza che un fante di altro reparto trovavasi gravemente ferito in un campo minato, là dove nessuno aveva osato recargli soccorso prima di neutralizzare le mine, da solo strisciando sul terreno e tastandolo palmo a palmo, dopo oltre un'ora di estenuante sforzo, riusciva a trarlo in salvo. Splendido esempio di virtù guerriere di nostra gente e di generoso altruismo. Chiavica Pedone (Ravenna), 2-3 marzo 1945.

ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Nelle giornate della grande offensiva di primavera condotta in Italia dalle Armate Alleate ripeteva con lo stesso ardire e lo stesso stile altre imprese non inferiori a quelle che già gli avevano procurata la concessione di una Medaglia d'Oro. Nell'ultima di queste, alla testa di un gruppo di animosi, attaccava con irruenza una colonna dì automezzi che tentava il ripiegamento e la disperdeva a colpi di P.I.A.T. e a bombe a mano catturando 80 prigionieri, numerosi automezzi, rilevante numero di armi e munizioni. Sempre alla testa dei suoi fanti riportava una grave ferita che poi lo conduceva a morte. Spirava serenamente col pensiero rivolto alla famiglia ed alla Patria nella luminosa soddisfazione di avere compiuto con piena coscienza ed assoluta modestia il suo dovere di soldato e di italiano, per il quale la concessione della prima Medaglia d'Oro non era stato un punto di arrivo, ma un punto d'onore per fare ancora di più e sempre meglio, come effettivamente ha fatto. Senio Santerno Po La Croce di Cavarzere, 10-26 aprile 1945

GREGORETTI Adolfo Seconda MS carrara 18- 3- 1947 44 MS
Tenente di Vascello M.M. Imbarcato sul Cacciatorpediniere Malocello
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Direttore del tiro di C.T. irrimediabilmente colpito da offesa subacquea, si prodigava con calma e perizia nelle operazioni di abbandono della nave. Nel nobile intento di assistere i propri marinai si calava coraggiosamente in locali allagati ed invasi dal vapore, portando in salvo personale ferito. Distrutti i documenti segreti e le carte nautiche, dimentico di se', si dedicava al salvataggio della gente, reso difficoltoso dall'infuriare del mare, e generosamente passava la propria cintura di salvataggio a marinaio che ne era sprovvisto. Nell'imminenza dell'affondamento, rifiutava di abbandonare il proprio posto prima di avere la certezza che tutto l'equipaggio lo avesse preceduto e spariva con la nave tenendo fede fino all'ultimo all'ideale che aveva costantemente animato la sua vita di uomo d'arme e di mare, quello di essere sempre il primo nel dovere e nel sacrificio. -- Mediterraneo Occidentale, 24 marzo 1943

PEDRETTI Alcide Seconda MS comano 31- 5- 1946 44 MS
2° Capo (M.M. , Palombaro
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Volontario nei mezzi d'assalto della R. Marina partecipava ad ardita operazione di forzamento di una delle più potenti e meglio difese basi navali dell'avversario. Verificatosi nel corso dell'azione un ritardo dovuto ad imprevisti incidenti tecnici, che avrebbero potuto comprometterne l'esito, fedele fino alla morte al suo ufficiale, rinunciava di allontanarsi dalla propria arma prima che esplodesse contro l'obiettivo. Col sacrificio della vita assurgeva alla gloria purissima del cosciente olocausto. Sublime esempio di coraggio, spirito di abnegazione e di dedizione alla Patria oltre il dovere. Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941

BOTTIGLIONI Carlo Seconda MS massa  1941 31 MS
Capitano in s.p.e. ( Artiglieria Alpini , 3° reggimento artiglieria alpina )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Magnifico comandante di batteria alpina, contribuiva col tiro efficace dei suoi pezzi a ricacciare il nemico da una strada di fondo valle che costituiva importante via di rifornimento per le nostre truppe. In successiva azione, si portava d'iniziativa presso il comando delle unità di fanteria per rendersi conto delle nuove zone da batteri e prendeva parte attivissima alla conquista di un importante caposaldo. Si offriva poi spontaneamente di guidare alcuni reparti bersaglieri operanti, attraverso aspro e nevoso terreno. Raggiunti gli obiettivi, si lanciava risolutamente contro il nemico alla testa delle prime squadre d'attacco, animandole ed incitandole con l'esempio del suo eroico ardimento. Gravemente ferito continuava risolutamente la lotta finché, stremato di forze, veniva catturato, ucciso e barbaramente precipitato in un burrone. Fulgido esempio di altissimo spirito guerriero e di ardente entusiasmo. Vai Bercio - Mali Paicies Q. 1430 (Fronte greco), 30 dicembre 1940 - 6 gennaio 1941.

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