GUERRA 1940-1943  MEDAGLIA D'ORO

D'INCAU Solideo  Seconda BL sovramonte 1941  31
Caporal maggiore ( Alpini , 7° reggimento alpini )

Alla memoria

motivo del conferimento
Comandante di squadra mitaraglieri a presidio di una posizione avanzata attaccata da forze soverchianti nemiche e battuta da violento fuoco di artiglieria e mortai, visto cadere il suo ufficiale, non desisteva dal falciare con la sua arma il nemico, incitando i camerati alla resistenza con la parola e con l'esempio. Dopo ripetuti assalti, valorosamente ributtati, veniva circondato dal nemico ed invitato ad arrendersi. Benché ferito alla testa, rifiutava la resa e persisteva nella lotta accanita. Sopraffatto, prima di cadere nelle mani dell'avversario, in un supremo atto di virile prontezza, smontava la sua mitragliatrice e la rendeva inservibile al nemico. Fatto prigioniero e volendo il nemico costringerlo a rimontare l'arma, preferiva la morte a tanta ignominia, cadendo trafitto da colpi di baionetta vibratigli con selvaggio furore dall'avversario. Fulgido esempio di alto senso del dovere, di profondo amore di Patria, di sublime sacrificio. Vandrescia (Fronte greco), 13 febbraio 1941.


RESISTENZA MEDAGLIA D'ORO

ANTONIOL Gino Agostino  Par BL sovramonte 1944  BL 36
Sergente maggiore - Alpini - Partigiano combattente
Alla memoria
motivo del conferimento
Sottufficiale di elevati sentimenti ed animato da vivo amor patrio, si arruolava tra i primi nelle file partigiane altamente distinguendosi per slancio entusiastico e per coraggiosa fermezza. Organizzatore capace e comandante esemplare, portava il suo reparto ad alto livello per spirito combattivo, per addestramento e per efficienza guerriera. Nei duri combattimenti dell'inverno 1943-44 si prodigava in una lotta senza quartiere contro forze soverchianti, contendendo aspramente al nemico il terreno e riconquistando posizioni in disperati attacchi. Nel combattimento della successiva primavera tenacemente difendeva posizioni di montagna lottando in condizioni di schiacciante inferiorità. Soverchiato il suo reparto da forze superiori, decideva generosamente di offrire la vita per la salvezza dei suoi uomini ed impegnava da solo il nemico col suo mitragliatore dall'alto di un casolare. Fatto segno a violento fuoco e gravemente ferito, continuava a combattere, cadendo alla fine crivellato di colpi, ma con l'arma ancora in pugno. Fontane (Vai Corsa glia), 15 marzo 1944.

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