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MATTER Edmondo Prima VE mestre 22- 10- 1916 13 Capitano 55° reggimento fanteria della 10a compagnia ALLA MEMORIA motivo del conferimento Durante tutta la campagna compì numerose ed ardite imprese, dando costante e magnifica prova di sè; ed una volta, benchè ferito, non si ritrasse dal combattimento. Il 16 settembre, alla presa di Oppacchiasella, con slancio e coraggio mirabili precedeva la propria compagnia, trascinandola all'assalto delle trincee avversarie; e sotto il violento fuoco del nemico riusciva con la sua salda fermezza a mantenere vivo lo spirito di sacrificio dei suoi uomini, per tentare di aprire un varco attraverso le difese accessorie quasi intatte. Ferito gravemente, incurante di sè, non cessava di incitare i dipendenti e di impartire ordini per il proseguimento della difficile azione. Fulgido esempio di virtù militari, moriva poco dopo all'ospedale da campo, volgendo serenamente il suo ultimo pensiero alla bandiera ed ai suoi bravi soldati. Schluderbach - Monte Piana, maggio - luglio 1915- Oppacchiasella, 16 settembre 1916.
GARDAN Carlo Prima VE s maria 23- 3- 1919 16 Sergente Maggiore ( Fanteria , Comandante di un plotone della 6a compagnia del II battaglione ) ALLA MEMORIA motivo del conferimento Nei periodi di preparazione e nelle lunghe veglie di trincea seppe infondere i più nobili sentimenti di fede e di entusiasmo nei dipendenti. Sul campo dimostrò perizia ed ardimento ammirevoli. In uno dei primi giorni dell'ultima offensiva nemica accorse dalla linea per unirsi ad un gruppo di valorosi che attaccavano alla baionetta l'avversario penetrato in forze preponderanti nelle nostre trincee, e cooperò efficacemente a respingerlo ed a fare dei prigionieri. Due giorni dopo, uscì di sua iniziativa con tre compagni dai nostri reticolati e si impadronì di una mitragliatrice nemica, catturandone tre serventi e liberando un militare di un altro nostro corpo caduto in una precedente nostra azione in mano dell'avversario. Durante una rischiosa azione offensiva oltre il Vecchio Piave, vista un'ala della propria compagnia sul punto di essere soverchiata dal nemico avanzante in forze molto superiori, balzò sul ciglio della trincea, e, in piedi, gridò ai suoi uomini ed all'avversario già vicino:"Qui si muore, ma non si cede ! ". Dopo aver inutilmente tentato di rovesciare un cavallo di frisia delle sconvolte difese nemiche per ostruire un camminamento dal quale erano per spuntare i primi nuclei del contrattacco avversario, fedele al suo grido di guerra, si tenne ritto sul punto più esposto. Aggredito, si difese valorosamente, incitando ancora i dipendenti con fulgido esempio di tenacia, finchè cadde gloriosamente colpito a morte. Case Bellesine - Porte del Taglio, 16 - 25 giugno 1918.
ANCILLOTTO Giovanni Prima VE san dona 3- 3- 1918 15 Sottotenente A.A. Pilota alla 77a squadriglia motivo del conferimento Pilota da caccia di ammirevole slancio, dal 30 novembre al 5 dicembre 1917, in una serie di attacchi audacissimi incendiava tre palloni nemici e ne stringeva altri a cessare dalle loro osservazioni. In una speciale circostanza, assaliva l'avversario con tale impeto da attraversare l'aerostato in fiamme, riportando .sul proprio velivolo, gravemente danneggiato, lembi dell'involucro lacerato. Cielo del Piave, 30 novembre - 5 dicembre 1917
TOMBOLAN FAVA Ottorino Prima VE stra 23- 3- 1919 16 Capitano ( Artiglieria , Comandante della 7a batteria del 34° reggimento artiglieria da campagna ) ALLA MEMORIA motivo del conferimento Comandante di una delle batterie da campagna più esposte del settore, conscio dell'alto compito d'onore assegnatogli, predisposta ogni cosa per la resistenza, attese sereno il momento dell'attacco. Nell'istante supremo, ricevuto l'ordine della difesa ad ogni costo e assalita la batteria da forze preponderanti, fulgido esempio di cosciente sacrificio, primo fra i primi correndo da pezzo a pezzo per incitare i suoi soldati, prima sparando a zero e poi difendendosi con le bombe a mano e col fucile, assicurò col sacrificio della sua batteria il ripiegamento dei pezzi di medio calibro, impegnando coi nemico violenta lotta corpo a corpo finchè, colpito da una bomba a mano in pieno petto, cadeva da eroe sul pezzo ultimo rimastogli, col fucile ancora spianato verso il nemico e col nome d'Italia sulle labbra. Musile, 15 giugno 1918.
DE CARLO Giacomo Camillo VE Tenente Colonnello ( A.A. , 25a squadriglia aeroplani ) motivo del conferimento In un momento grave e decisivo per le sorti d'Italia, offrivasi per primo, con sublime ardimento, per farsi trasportare, di nottetempo, in aeroplano al di là del Piave, per iscoprire direttamente quanto il nemico macchinasse su quel lembo di Patria strappatoci e accuratamente celato agli altri ordinari mezzi di informazione. Per quasi tre mesi, sostenuto dal vigile affetto delle popolazioni, ma sospettato e ricercato dalla polizia nemica, riusciva, vivendo vita di leggenda, a mandare preziose informazioni e ad organizzare un efficace servizio. Falliti i tentativi di ritorno per via aerea, scelse quella di mare, rientrando per riferire di persona ed offrirsi nuovamente al rischioso cimento. Fulgido esempio di valore e di audacia, rinnovava imprese che già, nei tempi tristi della straniera tirannide, avevano fatto tremare gli oppressori ed aperto la via alla redenzione. Fronte del Piave, giugno - agosto 1918.
TESTOLINI Giuseppe Tenente ( Alpini , Comandante del 6° reggimento Alpini VE ALLA MEMORIA motivo del conferimento Addetto ad un comando di divisione, venuto a conoscenza che il proprio battaglione trovavasi impegnato in combattimento, chiese ed ottenne di rientrare al proprio reparto. Ricevuto l'incarico di fronteggiare, con due plotoni, la critica situazione creatasi con l'occupazione, da parte del nemico, di una posizione dominante, egli, dopo rapida ricognizione eseguita sotto violento fuoco di artiglieria e fucileria avversaria, resosi esatto conto del terreno e del nemico, chiese l'autorizzazione di tosto contrattaccare. Alla testa dei suoi reparti, con calma serena, perizia ed ardimento sublime, attraverso una violenta cortina di fuoco si slanciò all'assalto, giungendo primo sulla trincea nemica, facendovi prigionieri e riconquistando armi e materiali già caduti in mano all'avversario. Incontrò poi gloriosa morte sulla stessa posizione riconquistata, mentre incitava i suoi alpini al grido di "Viva l'Italia ! ". Col della Berretta, 26 novembre 1917
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