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RESISTENZA MEDAGLIA D'ORO
AZZARITA Manfredi Par VE 1944 VE Capitano di cpl. - Cavalleria - Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Fu valoroso combattente sui fronti di guerra, apprezzato ufficiale presso lo S.M.R.E. ove gli vennero affidati incarichi di particolare fiducia, fra cui quello presso il generale inglese Carton de Wiart durante i preliminari delle trattative di armistizio. Insofferente dell'occupazione tedesca, dopo l'8 settembre '43 si prodigò in Roma e dintorni per organizzare gruppi e movimenti armati clandestini, dimostrando fermezza di propositi, decisione e carattere adamantino. Arrestato dalle SS. germaniche fu tradotto e imprigionato nelle celle di via Tasso, ove venne atrocemente seviziato. Non rivelò nessun segreto dell'organizzazione militare cui apparteneva e si addossò fieramente ogni responsabilità. Trucidato barbaramente alle Fosse Ardeatine, trovò gloriosa morte, suggellando il suo amore e la sua fede per la Patria.Fronte Militare della Resistenza - Fosse Ardeatine, settembre 1943-24 marzo 1944
ELUISI Aldo Par VE 1944 VE Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Comandante di una squadra di arditi del popolo combatté valorosamente a Porta San Paolo e alla Madonna del Riposo fugando il nemico. Ricercato e arrestato dalla polizia nazifascista riusciva audacemente ad eludere la vigilanza e a conquistare la libertà per riprendere il suo posto nella lotta. Tradito da vile delatore e sorpreso durante un convegno con altri partigiani, dopo fiera colluttazione veniva immobilizzato e, benché ferito, trasportato nelle camere di tortura ove aveva inizio il suo calvario. Per 18 giorni soffrì le più efferate torture e lo scempio del corpo; tradotto alle Fosse Ardeatine si univa nella morte agli altri eroi che hanno bagnato col loro sangue quella terra divenuta sacra alla Patria. Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944.
BURANELLO Giacomo Par VE meolo 1944 VE Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Fra i primi organizzatori e comandanti di G.A.P. compì con leggendario ardimento importanti azioni di sabotaggio a Genova, Sestri e Sampierdarena malgrado la caccia spietata dei nazifascisti. Raggiunta la montagna per ordine dei suoi superiori, guidava instancabile il proprio reparto al combattimento. Conscio del pericolo, rientrava volontariamente in città per sostenere con le armi lo sciopero del marzo 1944. Affrontava da solo decisamente i nemici che lo avevano individuato abbandonandone tre. Dopo la cattura subiva stoicamente le più atroci torture senza farsi sfuggire alcuna rivelazione. Andava quindi serenamente incontro alla morte fiero di avere salvato col silenzio i propri compagni. Genova, Appennino Ligure, 1943-1944.
TICCHIONI Ludovico Par VE mestre 1945 VE.. Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Sedicenne, di nobili sentimenti patriottici, si arruolava volontariamente in una formazione partigiana dedicandosi alla causa della Libertà con la passione e l'ardimento dei suoi giovani anni. Arrestato per delazione, subì 49 giorni di duro carcere sopportando con stoica fierezza, torture e sevizie, perché denunziasse i compagni di lotta; ma le sue labbra restarono chiuse dal suggello dell'onore e della fedeltà. Né valse la promessa di avere salva la vita, se avesse abiurato la sua fede e preferì la morte all'ignominia del tradimento. Purissimo apostolo dell'amore alla Patria, cadde barbaramente trucidato e la sua figura è assurta luminosa tra i martiri della nuova Italia. Codigoro, 14 febbraio 1945.
VIAN Ignazio Part VE 1944 VE Tenente di cpl. Guardia alla Frontiera Partigiano combattente ALLA MEMORIA motivo del conferimento Primo fra i primi, organizzava il fronte della resistenza in Piemonte affrontando in campo aperto il tedesco invasore ed assumendo quindi la condotta della più epica battaglia della guerra partigiana tra gli incendi e le rovine di Boves, dove, chiamati a raccolta col suono delle campane i suoi volontari, in quattro giorni di dura lotta li incitava alla riscossa con la parola, l'esempio e il suo strenuo valore. Caduto in mano al nemico, con stoicismo sopportò le torture più atroci pur di non tradire i compagni di lotta. Sereno e cosciente salì al capestro nel nome d'Italia, martire della libertà, santo dell'idea. Boves, 9 settembre 1943 - Torino, 22 luglio 1944.
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