DI CURZIO Gino Seconda AQ sassa 1941 32 AQ
Sottotenente di cpl. ( Fanteria , 81° reggimento fanteria )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Comandante di plotone fucilieri, già distintosi in numerosi combattimenti per indomito coraggio ed ardimento, faceva rifulgere ancora una volta il suo valore in una sanguinosa azione, svolta in condizioni ambientali particolarmente avverse. Alla testa del suo plotone, con ardita manovra, attaccava di sorpresa un fortino di un caposaldo, conquistandolo all'arma bianca e costringendo il nemico a ripiegare con forti perdite. Resisteva poi eroicamente, con i suoi uomini, a tre successivi contrassalti avversari, finché, esaurite le munizioni, attendeva impavido il nemico, in piedi sul fortino, ed impegnava con esso, rifiutando la resa, l'ultima impari lotta all'arma bianca. Cadeva colpito a morte gridando: «Avanti 81° Fanteria, Viva l'Italia ». Zona di Nowaja Orlowka (Fronte russo), dicembre 1941.

GIAMMARCO Enrico Seconda AQ Sulmona 1940 28 AQ
Ten. colonnello in s.p.e. ( Artiglieria , )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Ufficiale superiore di artiglieria, comandante di un reparto specialisti, partecipava volontariamente alle più audaci ricognizioni, non esitando ad esporsi ai più gravi pericoli, nell'attraversare frequentemente, da solo, zone battute da mezzi corazzati nemici. Durante una azione offensiva a grande raggio, giungeva tra i primi sulle posizioni conquistate, guidando con ardita perizia le colonne avanzanti. Nel corso di una violenta azione di bombardamento da parte di una numerosa formazione aerea nemica, mentre con l'esempio della sua serenità induceva i dipendenti già duramente provati, a fermo contegno, cadeva mortalmente colpito. Conscio della fine imminente, ordinava a coloro che accorrevano in suo aiuto, di provvedere prima agli artiglieri feriti e suggellava, con nobili parole di incitamento e di fede, la sua vita interamente dedicata al dovere ed alla Patria. Fronte della Marmarica, 28 giugno -17 settembre 1940.

PASQUALI Giuseppe Seconda AQ1941 34 AQ
1° Capitano i.g.s. in s.p.e. ( Artiglieria , 24° raggruppamento artiglieria di Corpo d'Armata )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Comandante di un gruppo da 105/28, pur attraverso le difficoltà di un lungo periodo operativo, faceva della sua unità un perfetto strumento di guerra. Assegnato ad una divisione corazzata operante nel deserto, in quaranta giorni di dure e continue lotte, compiva prodigi di valore militare, dando fulgidissimo esempio ai suoi artiglieri di indomito spirito guerriero e di forza di volontà superiori ad ogni evento. I potenti e ripetuti attacchi nemici trovavano sempre la strada sbarrata dal preciso tiro dei suoi pezzi e dalle baionette dei suoi artiglieri. Sempre impiegato nelle posizioni più avanzate, sempre il primo ad iniziare e l'ultimo a cessare il fuoco, ridottosi il gruppo a soli tre pezzi formava con i superstiti un'unica batteria e continuava le operazioni imponendosi all'ammirazione dello stesso nemico. Gravemente colpito ad una gamba da mitragliamento aereo, sopportava stoicamente in due giorni ripetute amputazioni e, conscio della prossima fine, si curava solo dei soldati distribuendo loro per ricordo i propri oggetti personali. Chiudeva così, in perfetta coscienza e con spirito elevatissimo, la sua dura vita di prode combattente tutta dedicata all'Esercito ed alla Patria. Marmarica (A.S.), 18 novembre - 26 dicembre 1941.

RESISTENZA

CELIO Mario
Par AQ avezzano 1944 AQ 37
carrista Partigiano combattente
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Magnifica figura di intrepido combattente attaccava da solo, in diverse occasioni, soverchianti forze nemiche, infliggendo sempre a queste gravi perdite in uomini e materiali. Gravemente ferito veniva catturato e condannato a morte. Riuscito ad evadere riprendeva la lotta, catturato una seconda volta e nuovamente evaso, ritornava a combattere. Nel corso di un'audace impresa da lui organizzata per liberare alcuni partigiani dal carcere in cui erano detenuti, scoperto e circondato dalle guardie armate, apriva contro queste il fuoco abbattendone due e ferendone altre, finché dopo strenua lotta, esaurite le munizioni, veniva per la terza volta catturato. Sottoposto a torture e sevizie teneva contegno fiero e superbo; condannato a morte affrontava il plotone di esecuzione con il coraggio degli stoici e la serenità dei martiri più puri. Zona Abruzzese, settembre 1943 - 31 maggio 1944

TESTA Giuseppe Part AQ sanvincenzo 1944 AQ 41
Partigiano combattente
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Giovane ardente di alti sentimenti di amor Patrio, abbracciava con entusiasmo la causa dei partigiani, costituendo nel suo paese un comitato per l'assistenza dei prigionieri di guerra alleati e dei militari italiani sbandati. Arrestato per vile delazione di un militare tedesco, fintosi inglese, non svelava, malgrado torture e minacce, l'organizzazione clandestina e il luogo dove era occultato un soldato alleato. Processato da un tribunale tedesco, benché promessagli salva la vita se avesse parlato, preferiva la morte. Dinanzi al plotone di esecuzione, con virile fermezza offriva la sua nobile e giovane vita per la libertà della Patria. Morrea, settembre 1943 - Alvito (Frosinone), 11 maggio 1944.

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