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PERRIELLO Michele Seconda PZ san chirico nuovo1941 34 Sergente ( Fanteria , 62° reggimento fanteria motorizzato «Trento» ) ALLA MEMORIA motivo del conferimento Comandante di una squadra esploratori attaccato e circondato da forze nemiche preponderanti, le contrattaccava con lancio di bombe a mano volgendole in fuga. Benché ferito, visto cadere il tiratore di un pezzo anticarro, lo sostituiva e continuava il fuoco contro carri armati nemici avanzanti. Caduti i compagni, solo, ed ancora circondato, impavido accanto all'arma, rifiutava la resa, persistendo nell'impari lotta fino a quando, colpito mortalmente, si abbatteva vicino al cannone. Fulgido esempio di virtù guerriere e altissima fede. Sollum (A.S.), 16 giugno 1941.
PETRUCCELLI Orazio Sottotenente cpl. carabinieri. Potenza motivo del conferimento Comandante dì plotone carabinieri della Divisione « Acqui », si rivelava tra i primi accesi e tenaci assertori della lotta contro il tedesco a Cefalonia. Mentre perduravano ancora le trattative, sfidando un picchetto armato tedesco -- sorpreso da tanta audacia -- ammainava la bandiera germanica issata oltraggiosamente dal nemico nella piazza di Argostoli innalzando nuovamente la bandiera italiana. Durante la aspra e sanguinosa battaglia, sempre presente dove maggiore era il pericolo, confermava in ogni circostanza il suo militare ardimento, trascinando con l'esempio i suoi uomini ad epica lotta. Catturato dai tedeschi e sottoposto a fucilazione affrontava la morte con fierezza e dignità di soldato. Fulgido esempio di fedeltà alla Patria ed attaccamento al dovere. -- Cefalonia (Grecia), 8 24 settembre 1943.
RUSSO Nicola Seconda PZ Rionero in vulture 7 Tenente Colonnello in s.p.e. ( Artiglieria , 52° reggimento artiglieria, Divisione « Torino » ) motivo del conferimento Comandante di un gruppo di artiglieria particolarmente impegnato ed esposto, con l'esempio e l'ascendente personale fece della propria unità un forte ed agguerrito strumento di lotta che, anche nel logorio di un lungo, estenuante ripiegamento, conservò, per suo merito e nonostante quotidiane sanguinose perdite, intatta la coesione disciplinare e la capacità operativa. Catturato e sottoposto, per la fierezza del carattere e l'inflessibile attaccamento al dovere ed all'onore militare, a inenarrabili patimenti e privazioni, per oltre undici anni di prigionia seppe apporre alle più allettanti lusinghe ed alle più crudeli minacce e sevizie la dirittura del contegno, la cosciente indifferenza al sacrificio della vita, la completa dedizione di tutto se stesso alla Patria lontana ed alle sue istituzioni. Col suo fiero contegno fu per i compagni di prigionia simbolo delle più elette virtù di uomo e di soldato e per gli stessi nemici esempio di incorruttibile rettitudine e di fulgido valore. Russia, 1942 - 1954.
SANITA' Donato Aiutante di battaglia ( Paracadutisti , Stato Maggiore Generale S.I.M., sez. Calderini ) luogo di nascita: Tolve (PZ) Aiutante di battaglia ( Paracadutisti , Stato Maggiore Generale S.I.M., sez. Calderini ) motivo del conferimento Sottufficiale animato di ardentissimo amor di Patria, da elevato spirito di sacrificio e da assoluta dedizione al dovere, aveva già ottenuto una promozione ad aiutante di battaglia per merito di guerra, due medaglie d'argento e due croci al valor militare. L'8 settembre 1943 lo trovò nella zona di Viterbo in cattive condizioni di salute per i gravi disagi sofferti. Chiaritasi la situazione, attraversando la linea di combattimento, raggiunse il territorio liberato per continuare a servire la Patria. Si offriva quindi volontario per una rischiosa missione di guerra in territorio italiano occupato dai tedeschi. Malgrado i disagi e le difficoltà di ogni genere con ammirevole ardimento e somma accortezza, assolse brillantemente il compito assegnatogli. Si accingeva quindi ad attraversare le linee, ma sorpreso e ferito da una pattuglia tedesca e travolto poi da una mina rimase alcuni giorni tra vita e morte. Soccorso infine e sottoposto all'amputazione della gamba sinistra e del piede destro sopportò le gravissime sofferenze con sereno stoicismo. Giunte nella zona le truppe liberatrici, agli ufficiali che lo visitavano, immemore del sacrificio della fiorente giovinezza, manifestava una sola speranza, chiedeva un solo premio: servire la Patria, servirla ancora, devotamente. Fulgido esempio di completa dedizione al dovere. Zona di Ancona (Chieti), gennaio-giugno1944.
SINISI Vito Maresciallo di 3a classe ( A.A. , Armiere ) luogo di nascita: Ripacandida (PZ) ALLA MEMORIA motivo del conferimento Maresciallo armiere di provata capacità e di ardimento, volontariamente partecipava ad una rischiosa azione di aerosiluramento contro unità navali nemiche. Durante la missione, svoltasi sotto l'infuriare di una violentissima reazione contraerea, manteneva contegno calmo e sereno. Attaccato da caccia, rispondeva con la propria arma all'offesa nemica, fino a quando una raffica lo abbatteva mortalmente ferito. Costretto il velivolo ad ammarare, veniva accolto sul battellino di salvataggio. Con le carni straziate dal piombo nemico sopportava con stoica fermezza il tormento di una lunga permanenza in mare, senza un lamento, solo timoroso di essere d'impaccio ai camerati col proprio corpo ormai inutile. Sentendosi prossimo alla fine rivolgeva ai compagni parole di saluto per la Patria e per la sua famiglia pregando di essere, dopo morto, gettato in mare. Quindi spirava con la nobile serenità dei più puri eroi italici. Cielo del Mediterraneo Orientale, 24 giugno 1941.
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