SECONDA GUERRA 1940-1943

CARMINATI Piero Seconda  GE 18- 10- 1993 50 GE
Sottotenente di Vascello
motivo del conferimento
Comandante di unità silurante dislocata in zona avanzata in prossimità di base nemica, attaccava di notte decisamente ed arditamente, noncurante delle sfavorevoli condizioni di luna e della reazione navale ed aerea avversaria, una formazione di 4 CC.TT. che bombardava la costa, colpendo col siluro e danneggiando gravemente una delle unità. In seguito, manovrava con calma e perizia esemplari e sfuggiva alle unità di superficie, impiegando abilmente le bombe di profondità. Lanciato in mare dallo scoppio vicinissimo di bomba d'aereo raggiungeva incolume la costa. Golfo degli Arabi, 31 agosto 1942

MASCHERPA Luigi Seconda 2 GE 13- 1- 1945 43 GE
Cotrammiraglio M.M
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Ufficiale Ammiraglio di eccezionali doti morali e militari, assumeva, in circostanze estremamente difficili, il comando di una importante base navale nell'Egeo. Attaccato da schiaccianti forze aeree e navali tedesche, manteneva salda, in oltre cinquanta giorni di durissima e sanguinosa lotta, la compagine difensiva dell'isola. Dopo una strenua ed epica resistenza protrattasi oltre ogni umana possibilità, ormai privo di munizioni e con gli effettivi decimati, era costretto a desistere dalla lotta. Catturato dal nemico e condannato a morte da un tribunale di parte asservito ai tedeschi, coronava fieramente col sacrificio della vita una esistenza nobilmente spesa al servizio della Patria. -- Zona di operazioni, settembre 1943 - maggio 1944.

BAFFIGO Domenico Seconda 2 GE cornigliano29- 9- 1948 46GE
Capitano di Corvetta (O.) M.M.
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Valoroso ufficiale superiore, più volte decorato nel recente conflitto, trovandosi, all'armistizio, destinato all'allestimento di incrociatore presso cantiere navale, freddamente determinato ad assolvere i doveri derivantigli dal suo stato, respingeva con il fuoco truppe nemiche dirette ad impossessarsi dell'Unità all'ormeggio. Organizzata successivamente -- di propria iniziativa -- la difesa del cantiere, ne assumeva il comando. Alla testa di un mani polo di animosi marinai fronteggiava gli invasori ricacciandoli con un violento prolungato tiro di armi leggere. Dopo ardua lotta, nella quale i suoi uomini avevano prevalso, attratto con l'inganno a parlamentare, veniva catturato e barbaramente trucidato. Pur essendo state disperse le sue spoglie mortali, vive tuttora il suo spirito indomito nell'esempio lasciato ai posteri delle più alte virtù militari. -- Castellammare di Stabia, 11 settembre 1943.

FRANCHINI Goffredo Seconda GE 18- 4- 1941 35 GE
Sottotenente di vascello di cpl. ( M.M. , Osservatore dall'aeroplano )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Ufficiale osservatore abilissimo, volontario per le più aspre e ardite azioni di guerra, aveva portato sempre brillantemente a termine, in un'aura di entusiasmo e di fede, tra i rischi più gravi, tutte le missioni affidategli. Sulla via del ritorno da un'azione bellica alturiera,compiuta su velivolo terrestre, attaccato da soverchianti forze aeree nemiche, sosteneva con coraggio superbo e valore mirabile, l'impari lotta, incitando con l'esempio e la parola i compagni di volo nel duro combattimento. Rimasto ucciso il primo pilota, feriti tutti quanti gli altri di bordo, abbattutosi l'apparecchio sul mare, egli, assumendone il comando dava immediatamente disposizioni e istruzioni per porre in mare la zattera pneumatica. Quindi si trascinava su di un'ala del velivolo per dirigere l'opera di salvataggio. Conscio che la sua presenza a bordo della zattera avrebbe compromesso la salvezza degli altri, rifiutava l'aiuto che i compagni insistentemente gli offrivano e, sanguinante, dall'alto dell'ala semisommersa, li incitò ad allontanarsi, salutandoli. Poco dopo il mare ricoperse l'eroe e l'ala relitta. Cielo del Mar Rosso, 8 luglio 1940.

CASANA Costanzo Seconda GE 18- 5- 1942 36 GE
Capitano di Fregata M.M. Al comando del cacciatorpediniere Carini
motivo del conferimento
Comandante di cacciatorpediniere facente parte di una squadriglia di scorta ad una divisione incrociatori, partecipava a lungo e violento combattimento navale, dimostrando ottime doti di comando, aggressività e sprezzo del pericolo. Caduta la notte, mentre la sua nave era seriamente danneggiata e messa in pericolo da un fortunale d'eccezionale violenza, dava tutte le disposizioni atte a combattere l'azione devastatrice delle onde. La sua reazione di eroico animatore e di intrepido marinaio veniva, però, sopraffatta dalla violenza del mare che rendeva vani gli sforzi del magnifico equipaggio. Quando ogni speranza fu perduta e la nave stava per soccombere, sapeva donare ai suoi uomini, che con fierezza lo avevano seguito in combattimento, anche la forza spirituale di affrontare serenamente l'istante supremo. Unito a loro, in un sublime atto di fede, lanciava anche sulle vie dell'etere il duplice grido di « Viva l'Italia - Viva il Re » perché tutti i marinai d'Italia potessero raccoglierlo a testimonianza del tradizionale spirito eroico della nostra gente. S'inabissava infine con la sua nave, alla cui sorte si sentiva legato al di là della vita, con la bandiera di combattimento spiegata al vento. -- Mediterraneo Centrale, 23 marzo 1942

ZOBOLI Euro Seconda GE 1940 30 GE
Sottotenente di cpl. ( Artiglieria , 1° raggruppamento artiglieria coloniale )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Studente in ingegneria partecipava volontariamente alla guerra. Chiesto ripetutamente di essere assegnato a reparti libici di artiglieria, partecipava ad un lungo ciclo operativo distinguendosi per spiccato valore personale. In critica situazione determinata da imponenti forze corazzate, caduti quasi tutti gli ufficiali del suo gruppo, decimati i serventi, sconvolte le posizioni, inutilizzata la maggior parte dei mezzi, resisteva imperterrito con la sua sezione. Intimatagli la resa, rispondeva con violenta reazione a fuoco. Ferito, rimaneva al suo posto di dovere incitando i valorosi artiglieri superstiti a persistere nella strenua lotta. Colpito mortalmente, cadeva sul cannone che aveva strenuamente difeso. A.S., 10 dicembre 1940.

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