GUERRA 1940-1943 MEDAGLIA D'ORO

FOSCARI Adriano
Seconda VE 18- 5- 1943 36 MARINA
Capitano di Fregata M.M. Al comando della cacciatorpediniere Camicia Nera
motivo del conferimento
Comandante di cacciatorpediniere, di scorta ad un convoglio di navi da carico, improvvisamente attaccato da forze navali nemiche molto superiori, si lanciava audacemente all'attacco, penetrando con la sua nave tra le unità della formazione avversaria. Scoperto dal nemico e sottoposto a violenta reazione di fuoco, non desisteva dall'ardita azione iniziata, fermamente deciso a portarla a fondo e ad arrecare all'avversario il maggior danno possibile, noncurante delle continue fitte salve che inquadravano la sua unità. Riusciva così a lanciare i suoi siluri contro un gruppo di cacciatorpediniere. Avvistato subito dopo un incrociatore e risoluto a condurre un secondo attacco, manovrava con grande perizia sotto il tiro che il nemico concentrava sulla sua nave e, raggiunto il bersaglio, si portava a distanza ravvicinatissima e lo colpiva con due siluri che ne provocavano l'immediata esplosione ed affondamento. Esauriti, in tal modo, i suoi siluri, insisteva ancora a ricercare l'avversario nell'intento di attaccarlo col cannone, e, solo dopo aver accertato il definitivo allontanamento del nemico, si poneva alla ricerca e al recupero dei naufraghi, rientrando alla base nella sera successiva. Dimostrava in tutta l'azione eccezionali doti di comandante, nutrite di alto spirito d'iniziativa e della più tenace aggressività. -- Canale di Sicilia, 2 dicembre 1942.

DONA' DELLE ROSE Pietro Seconda VE 1941 32
Tenente in s.p.e. ( A.A.r.n. , Pilota )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Ufficiale pilota di elevate qualità militari, volontario d'Africa più volte decorato al valore, in linea con reparti operanti all'inizio delle ostilità, richiedeva volontariamente l'assegnazione alle specialità aerosiluranti. In un'azione di siluramento contro un incrociatore ausiliario nemico, onde permettere ad un altro velivolo silurante di effettuare il lancio con assoluta precisione, effettuava una audacissima manovra impegnante, che continuava, incurante della formidabile reazione contraerea, fino a poche centinaia di metri dal nemico. Mentre l'altro velivolo silurante colpiva a morte l'incrociatore, il suo apparecchio, inquadrato dalle mitragliere, precipitava a brevissima distanza dalla nave attaccata. Alto esempio di eroismo, oltre il dovere. Cielo del Mediterraneo Occidentale, 27 agosto 1941.

REGAZZO Giuseppe Seconda VE 1941 34
Tenente di cpl. ( Bersaglieri , 9° reggimento bersaglieri )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Chiesto ed ottenuto di assumere il comando di un reparto nella imminenza di operazioni di guerra, si offriva volontariamente di stabilire il collegamento con un reparto, di cui non si aveva notizia e, per quanto fosse notte e violenta l'azione delle artiglierie avversarie, riusciva nel generoso intento. All'alba rientrato nelle nostre linee dopo aver assolto il difficile compito, mentre apprestava i lavori di difesa di un importante posizione assegnatagli, veniva fatto segno ad un attacco da parte di una forte colonna motocorazzata avversaria che muoveva velocemente, minacciando di travolgere e sommergere il nostro schieramento avvolgendolo di fianco. Incurante della sproporzione del numero e dei mezzi avversari, sprezzante del pericolo, allo scoperto, si prodigava nella difesa, dirigendo il preciso fuoco delle armi automatiche e sostituendosi ai capi - arma tiratori per meglio colpire il nemico. Ferito in più parti del corpo da raffiche di mitragliatrice non desisteva dalla lotta animando, con il suo atteggiamento, leonina efficace resistenza. Colpito a morte, al sergente che accorreva a sorreggerlo consegnava la pistola ed il binocolo per indicare che lo sostituiva nel comando ed ordinava « siamo bersaglieri, resistete » proprio mentre il nemico, dominato e battuto, ripiegava senza speranza di porre piede sul posto reso sacro dall'eroico luminoso sacrificio. Sidi Rezegh, 25-26 novembre 1941.

VIANELLO Roberto Seconda VE 1941 35
Tenente di cpl. ( Bersaglieri , 11° reggimento « Granatieri di Savoia » )
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Brillante ufficiale dei bersaglieri, costantemente ispirato a genuino amore di Patria, condusse i suoi uomini in reiterati combattimenti con coraggio e sprezzo del pericolo, cosi da riportare sempre tangibili successi. Delineatasi critica situazione nella quale cadevano tutti gli ufficiali della compagnia, persisteva con stoica fermezza in epica azione e nel momento in cui stava per giungere su munita posizione duramente contesa e in definitiva conquistata dai suoi bersaglieri, cadeva colpito mortalmente mentre incitava i suoi valorosi a strenua lotta. Africa Orientale italiana, 10 febbraio 1941.

BOTTI Ugo Seconda VE 2- 12- 1940 30 marina
Capitano di Corvetta M.M. Al comando dei sommergibili Narvalo e Squalo
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Abile, sperimentato comandante di som mergi bile, curò in modo perfetto l'approntamento bellico della sua unità prodigandosi con le sue magnifiche doti di organizzatore. Nel corso di una missione attaccava con risoluto ardimento un convoglio fortemente scortato da unità da guerra. A seguito di violenta reazione nemica, essendo il sommergibile colpito da bombe così gravemente da risultarne menomata l'integrità ed oltremodo difficile la permanenza in immersione, manovrava abilmente per venire in superficie ed affrontare l'avversario col cannone. Constatato che le navi di scorta, insistendo tenacemente nel contrattacco, da brevissima distanza dirigevano per investirlo, riprendeva rapidamente l'immersione con l'indomita volontà di offendere ancora il nemico. il sommergibile però veniva speronato ed egli vi trovava col suo equipaggio morte gloriosa. Esempio di animo prode e di ammirevole spirito aggressivo anche dinanzi alle estreme decisioni. -- Mediterraneo Occidentale, giugno 1940.giugno 1940.

BARBINI Giovanni Seconda VE 24- 2- 1941 35 marina
Tenente di Vascello di cpl. M.M. Al comando della torpediniera Fabrizi
motivo del conferimento
Comandante di torpediniera in servizio di scorta ad un convoglio, avvistate nottetempo soverchianti forze navali nemiche, si lanciava allo attacco con immediata decisione ed audace manovra. Fatto segno ad intenso fuoco nemico, si portava a distanza utile di lancio, che non poteva eseguire per le avarie al materiale prodotte dal tiro avversario; reagiva allora in modo deciso con le artiglierie attirando su di sè l'offesa nemica per dar modo ai piroscafi del con voglio di porsi in salvo. Dopo aver messo in atto ogni mezzo a sua disposizione per infliggere al nemico il massimo danno, e quando ogni azione offensiva era resa impossibile dalle condizioni di galleggiabilità della torpediniera ormai compromessa e dalla menomata efficienza delle artiglierie, manovrata per condurre l'inseguitore lontano dal campo di azione e verso i nostri campi minati. Ferito ad una gamba fin dall'inizio del combattimento, e pur perdendo sangue in abbondanza, si faceva prestare i primi soccorsi sommari solo ad azione ultimata, continuando a tenere il comando della sua unità fino all'ormeggio in una rada nazionale. Magnifico esempio di coraggio sereno, di sprezzo del pericolo e di audacia senza pari. Basso Adriatico, notte sul 12 novembre 1940.

PENZO Poliuto Seconda VE chioggia 1941 CC 34
Carabiniere ( Carabinieri , I Gruppo carabinieri mobilitato in A.O. )
motivo del conferimento
Carabiniere di indomito ardimento, al comando di pattuglia, irrompeva ripetutamente nelle linee avversarie con audaci azioni notturne, infliggendo perdite e catturando materiali. Durante sanguinosissimo combattimento per l'integrità di importante caposaldo, era a tutti esempio insuperabile di valore, lanciandosi, con assoluto sprezzo del pericolo, nelle zone più minacciate e maggiormente battute dallo intenso fuoco avversario. Ferito, continuava a combattere, incitando i compagni a strenua resistenza. Colpito una seconda volta, balzava oltre le prime linee persistendo nell'impari cruenta azione. Ferito gravemente una terza volta, respingeva ogni soccorso e, immobilizzato al suolo stringendo ancora l'arma in pugno, rifiutava il trasporto. al posto di medicazione per non sottrarsi alla lotta. Salvato a stento da una furibonda mischia, consapevole di cecità quasi certa, crivellato di colpi, articolava parole di incitamento, che elettrizzavano i superstiti. Figura di eroe purissimo che irradia fulgida luce e arricchisce di nuovo eroismo le nobili tradizioni dell'Arma. Africa Orientale, 13-21 novembre 1941.


GATTONI Salvatore Tenente di Vascello
Tenente di Vascello (O.) M.M. 287a Squadriglia Idrovolanti
ALLA MEMORIA
motivo del conferimento
Valoroso ed esperto ufficiale osservatore partecipava a numerose precedenti ricognizioni strategiche per la ricerca e la segnalazione del nemico sul mare Durante la vittoriosa battaglia aeronavale del 12 agosto 1942, avvistata una potente formazione avversaria comprendente tre portaerei, mentre si accingeva a segnalarne la presenza veniva improvvisamente assalito da cinque velivoli da caccia nemici. Benché in condizioni di assoluta inferiorità faceva fronte con indomito coraggio alla disperata contingenza. Due caccia venivano abbattuti da preciso fuoco della mitragliera e un terzo si allontanava colpito. Ferito gravemente, incurante di sé, incitava l'equipaggio al combattimento mentre i due caccia superstiti attaccavano rabbiosamente a minima distanza, il radiotelegrafista moriva al suo fianco, gli altri compagni erano tutti feriti, l'apparecchio colpito irrimediabilmente precipitava in mare e subito affondava. Malgrado le condizioni di grave menomazione fisica riusciva con grande rischio a trarli tutti a salvamento sul battellino. Si iniziava così una eroica odissea che neppure quando una nave nemica passò nelle vicinanze egli volle troncare con la sicura salvezza, preferendo sfidare con i suoi compagni l'ignoto anziché cadere in prigionia. Dopo tre giorni di eroica resistenza e quando ogni speranza pareva perduta, veniva tratto in salvo da un sommergibile alleato. Per nulla scosso dalla perigliosa avventura chiedeva ed otteneva di rientrare al reparto d'impiego, dove con sempre maggiore entusiasmo effettuava ricognizioni alturiere, ricerche naufraghi e caccia a sommergibili, riuscendo a colare a picco un sottomarino nemico; colpito da azione avversaria, non rientrava da una missione di guerra su quel mare che numerose volte aveva sorvolato in difesa della Patria in armi. Raro esempio di eccelse virtù militari e assoluta dedizione alla Patria e al dovere. * Cielo del Mediterraneo Occidentale, 12 agosto 1942 23 aprile 1943.

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